Visualizzazione post con etichetta cervello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cervello. Mostra tutti i post

giovedì 1 marzo 2012

Il Cervello e il pianoforte



Questa è la prima parte di un argomento a un quesito molto interessante e tutt'altro che risolto che pubblicheremo settimanalmente. Le ataviche domande possiamo racchiuderle brevemente in: Come nasce l'ispirazione musicale? Con cosa si suona il pianoforte? Con le dita o con il cervello?

Fino al ventesimo secolo, si sapeva ben poco sul cervello umano. Ma negli anni '50 e '60, il neurobiologo e premio Nobel Roger Sperry effettuò una serie di esperimenti teorizzando che i due emisferi del cervello potrebbero avere una coscienza individuale. Egli scrisse che ogni emisfero è "Un sistema conscio a sé stante, percepire, pensare, ricordare, ragionare e emozionarsi. Entrambi possono essere coscienti simultaneamente in diverse esperienze mentali che corrono in parallelo."

L'emisfero sinistro si occupa prevalentemente della logica e analisi, mentre l'emisfero destro si occupa delle emozioni, del sentimento e della creatività. Il cervello sinistro è lineare, e lavora di solito in ordine sequenziale. Eccelle nel parlare, leggere, scrivere e far di conto (suggerendo che il nostro sistema educativo è spinto verso lo sviluppo del cervello a sinistra). L'emisfero destro, tuttavia, non è verbale. Esso elabora le informazioni in modo diverso al cervello sinistro, vale a dire in modo rapido e non sequenziale. Esso determina le relazioni spaziali ed eccelle a interpretare le informazioni visive e percettive, assai importante per un musicista come la capacità di leggere e scrivere.

Mi rendo conto che questo divario è scientificamente semplicista (e spero che coloro che hanno una maggiore conoscenza anatomica perdoneranno le mie semplificazioni), ma è un modo conveniente di considerare ciò che rende un musicista un "musicista". Come tutti si saranno chiesti, ne sono sicuro, spesso mi chiedo come un musicista possa essere così istintivamente creativo, mentre altri sembrano non esserlo per niente.

Ovviamente non c'è giusto o sbagliato, nel contesto di sinistra o destra del cervello, sono solo due modi diversi di pensare. Uno non è meglio dell'altro, proprio come la mano destra non è meglio di chi è mancino. Quello che è importante è riconoscere la vostra preferenza naturale. Se è fortemente verbale (sinistra del cervello) piuttosto che visiva (destra del cervello) è necessario essere aperti a nuovi modi di pensare e affrontare consapevolmente le attività creative, come suonare il pianoforte con L'emisfero destro del cervello.

Per determinare se si tende ad utilizzare l'emisfero sinistro o destro del cervello, guardate attentamente la foto qui sotto. Vedete la ballerina girare in senso orario o antiorario? (Prima di continuare a leggere dopo la parentesi di questa frase, rispondete alla domanda). Se rispondete in senso orario significa che siete più inclini verso l'emisfero destro del cervello, se in senso antiorario il lato sinistro. (La maggior parte delle persone vedrà infatti la ballerina girare in senso antiorario.) Se non siete convinti di questo esperimento, provate a rispondere a questo questionario dell'Istituto d'Arte di Vancouver.



Una ricerca condotta nel 1990 dal Dr. Lawrence Parsons, della University of Texas, ha dimostrato che la musica è distribuita in tutto il cervello, piuttosto che localizzata in un'unica regione. Questo perché la musica è stimolante, e richiede una vasta gamma di abilità, aiuta a migliorare le nostre funzioni cognitive e le abilità mentali. Parsons ha dimostrato che è simile al linguaggio, sia nella struttura che nel modo in cui la percepiamo, può in parte spiegare il legame tra attività musicale e emozioni.
Imparando a suonare uno strumento musicale, è essenziale che si mescolino la sinistra del cervello (importante per la tecnica e la notazione, per esempio).
Per suonare bene il pianoforte, dobbiamo capire i vari elementi di teoria musicale, avere familiarità con il passaggio fisico delle note sulla tastiera. Ma dobbiamo anche sviluppare la destrezza delle dita e l'indipendenza, ed essere in grado di produrre l'enorme gamma di colori necessari per creare una varietà quasi infinita di espressioni emotive. Solo allora potremo esprimere pienamente noi stessi attraverso il pianoforte, e infondere la nostra tecnica con arte e musicalità.

E 'importante risvegliare l'emisfero destro del cervello il più presto possibile. Questo è possibile anche studiando le scale, che sono sempre un modo utile per riscaldare le dita. Inoltre le similitudini e le metafore sono un ottimo modo di aiutare gli studenti (di tutte le età) a sviluppare il cervello destro. La vostra immaginazione non ha limiti per le similitudini e le metafore che può assumere.

Il movimento al pianoforte offre così tante possibilità da percepire le metafore emotive, particolarmente adatte in questo caso per la percezione della musica come espressione del sentimento, cruciale per lo sviluppo del cervello destro. Si possono usare metafore legate a qualsiasi cosa enfatizzando certe note in una frase musicale con sapori, forme, colori, odori, l'elenco potrebbe continuare all'infinito!

Se non comunichiamo quando suoniamo, sia con noi stessi che con altri, perché vogliamo suonare? Un pezzo di musica è come una storia, una storia senza parole. Il nostro compito è quello di dialogare attraverso i suoni infiniti del nostro meraviglioso strumento (qualunque esso sia). Basti pensare alla eccitazione che un oratore dotato può suscitare, quando parla con intensità, sincerità e convinzione. Facendo pieno uso del lato destro del nostro cervello si può comunicare con i nostri ascoltatori nello stesso modo di un oratore non c'è nessuna differenza, sia che stiamo suonando Battisti o una sonata di Beethoven.


lunedì 10 ottobre 2011

Cortot: Principi Razionali della Tecnica Pianistica


"Due fattori sono alla base di tutto lo studio strumentale. Un fattore psichico, dal quale scaturiscono il gusto, l'immaginazione, il ragionamento, il senso della sfumatura della sonorità; in una parola: lo stile. Un fattore fisiologico, e cioè abilità manuale e digitale, sottomissione assoluta dei muscoli e dei nervi alle esigenze materiali dell'esecuzione."

Con queste parole, Alfred Cortot (1877-1962) apre la prefazione del suo libro i "Principi Razionali della Tecnica Pianistica" pubblicato nel 1928. Il testo di Cortot è un'opera unica nel suo genere nella didattica del Pianoforte, tecnicamente un testo pedagogico e scientifico di altissimo livello. Sì perchè il testo del Cortot non ha niente a che vedere con i consueti testi di "tecnica" pianistica come Hanon e compagnia bella, ma va considerato un'opera in cui tutti i problemi tecnici trovano riscontro secondo un principio razionale e cioè lo studio ragionato della difficoltà e non solo fisiologico. La base della tecnica pianistica, secondo Cortot, deve svilupparsi da una perfetta uguaglianza e indipendenza delle dita con la scissione e il condizionamento degli emisferi celebrali, e non con esercizi puramente meccanici senza controllo razionale. Di seguito proponiamo degli esercizi dalla pagina 11 del libro, che hanno come principio lo sviluppo dell'assoluto controllo celebrale delle dita individualmente. Indispensabili le indicazioni su come devono essere eseguiti gli esercizi:

  1. Posare le dita sulle note indicate ma senza abbassare il tasto
  2. Con le altre dita appoggiate sui tasti abbassare il dito inidcato contando 4 ogni semiminima
  3. Non contrarre e irrigidire le altre dita totale rilassamento
  4. Trasportare in tutte le tonalità come indicato nel pentagramma a fondo pagina