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lunedì 31 ottobre 2011

La mentalità per approcciarsi al Pianoforte

Sono fermamente convinto del fatto che il nostro atteggiamento allo studio di un brano influisce pesantemente sul risultato finale.

Ne parlo per esperienza personale. Aprire lo spartito del brano che si sta studiando e trovarsi demoralizzati per la quantità di note che vi sono all'interno.. significa proprio partire col piede sbagliato!

Viceversa, mettersi tranquillamente seduti sul proprio sgabello, spegnere ogni cellulare, puntare la sveglia fra 2 ore, prendere una matita appena temperata e una gomma ed analizzare con calma lo spartito, è il metodo migliore per poter cominciare la nostra impresa!

Niente è impossibile! Se davvero vuoi una cosa la ottieni, funziona così! Vuoi imparare quel dato brano? Ci  impiegherai settimane, mesi, anni, ma alla fine lo potrai padroneggiare (sempre nei limiti delle tue possibilità tecniche).

lunedì 10 ottobre 2011

Cortot: Principi Razionali della Tecnica Pianistica


"Due fattori sono alla base di tutto lo studio strumentale. Un fattore psichico, dal quale scaturiscono il gusto, l'immaginazione, il ragionamento, il senso della sfumatura della sonorità; in una parola: lo stile. Un fattore fisiologico, e cioè abilità manuale e digitale, sottomissione assoluta dei muscoli e dei nervi alle esigenze materiali dell'esecuzione."

Con queste parole, Alfred Cortot (1877-1962) apre la prefazione del suo libro i "Principi Razionali della Tecnica Pianistica" pubblicato nel 1928. Il testo di Cortot è un'opera unica nel suo genere nella didattica del Pianoforte, tecnicamente un testo pedagogico e scientifico di altissimo livello. Sì perchè il testo del Cortot non ha niente a che vedere con i consueti testi di "tecnica" pianistica come Hanon e compagnia bella, ma va considerato un'opera in cui tutti i problemi tecnici trovano riscontro secondo un principio razionale e cioè lo studio ragionato della difficoltà e non solo fisiologico. La base della tecnica pianistica, secondo Cortot, deve svilupparsi da una perfetta uguaglianza e indipendenza delle dita con la scissione e il condizionamento degli emisferi celebrali, e non con esercizi puramente meccanici senza controllo razionale. Di seguito proponiamo degli esercizi dalla pagina 11 del libro, che hanno come principio lo sviluppo dell'assoluto controllo celebrale delle dita individualmente. Indispensabili le indicazioni su come devono essere eseguiti gli esercizi:

  1. Posare le dita sulle note indicate ma senza abbassare il tasto
  2. Con le altre dita appoggiate sui tasti abbassare il dito inidcato contando 4 ogni semiminima
  3. Non contrarre e irrigidire le altre dita totale rilassamento
  4. Trasportare in tutte le tonalità come indicato nel pentagramma a fondo pagina

lunedì 3 gennaio 2011

Migliorare la tecnica dormendo



Imparare una determinata tecnica, indipendentemente dallo strumento che si studia (chitarra, pianoforte, violino, basso ecc...) avviene con l'esecuzione delle note e determinati movimenti e posizioni. Ma c'è un miglioramento che avviene dopo aver terminato una seduta di studio di diverse ore o meno. Questo miglioramento viene chiamato "MIGLIORAMENTO POST-STUDIO".
Secondo Chuan C. Chang nel suo libro i Fondamenti dello studio del Pianoforte, questo processo di miglioramento è fisiologico con la crescita di nuove cellule nervose e richiede tempo: settimane o mesi. Infatti secondo Chang, le sedute di studio troppo lunghe concentrate esclusivamente sull'acqusizione della tecnica può essere controproducente.

Il miglioramento avviene primariamente durante il sonno, perchè dormendo il corpo effettua una manutenzione delle proprie risorse e le rigenera; quindi, la fase di sonno e di riposo dopo una seduta di studio eseguita durante la giornata è importantissima per un musicista per compensare le nuove abilità imparate durante il giorno!